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Home Angolo dei Consigli Il Veterinario

PostHeaderIcon I consigli del Veterinario

PostHeaderIcon La leishmaniosi

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La leishmaniosi

La leishmaniosi è una malattia sostenuta da protozoi del genere Leishmania, che attualmente sta trovando, purtroppo, grande riscontro nei paesi che si affacciano sul mar mediterraneo, e quindi anche in Italia. Nel nostro paese tutte le aree costiere, dalla Liguria fino alla Sicilia, sono interessate dalla presenza di questa malattia, ed i casi clinici sono in costante aumento. Sembra invece che il bacino adriatico sia per ora meno a rischio, come del resto tutta la zona della pianura padana e dell'arco alpino.
La leishmaniosi colpisce soprattutto il cane, e la malattia si trasmette attraverso il morso da parte di flebotomi (insetti vettori simili alle zanzare) che veicolano le leishmanie che precedentemente hanno prelevato da altri soggetti malati (altri cani, oppure ratti); fra i tanti generi di Leishmania, L. infantum è la responsabile della forma viscerale e cutanea che colpisce il cane. I cani che maggiormente sono predisposti a contrarre l'infezione sono quelli che passano molto tempo all'aperto, quali i cani randagi, i cani da lavoro, i cani da pastore e quelli da caccia.

Ciclo di Leishmania Infantum
La leishmania è presente nel cane ammalato sotto forma amastigote, di forma globosa. Quando un flebotomo punge un cane malato, assieme al sangue preleva anche queste, che al suo interno si trasformano in diverse altre forme di sviluppo (promastigote, epimastigote, tripomastigote) che sono provviste di un flagello per consentirne la mobilità. All'interno del flebotomo il parassita transita da 4 a 20 giorni, poi con una nuova puntura si trasferisce di nuovo ad una cane, che se sano si ammalerà. Nel sangue del nuovo ospite queste passano nei macrofagi, che però non sono in grado si distruggerle e quindi ha inizio l'infezione, associata a disturbi dell'immunità cellulo-mediata (disturbo dell'attività del linfociti T) e dell'immunità umorale che si riflettono in patologie autoimmuni nei confronti del cane stesso.

Sintomatologia
L'incubazione delle leishmanie ha durata variabile (da pochi giorni fino ad un anno), e la malattia che ne consegue può avere un andamento più o meno grave, a volte asintomatico, a seconda del soggetto colpito.
A carico della cute si denotano rarefazione ed alopecie attorno alle orbite, alle orecchie, alle zampe ed alle labbra. Si ha la comparsa di un forfora nel pelo, ma non di prurito. Dove è caduto il pelo si possono riscontrare ulcere e piaghe. Si osserva anche una crescita anormale delle unghie (più lunghe) e si posso avere anche scoli oculari, congiuntivite, edema delle palpebre . In un secondo momento le condizioni generali del cane tendono a peggiorare, con comparsa di abbattimento, anoressia (non si alimenta), anemia ed all'esame dei linfonodi questi appaiono grossi e duri, ma non dolenti. Se non si interviene con una terapia specifica, la morte sopraggiunge in breve tempo per l'aggravarsi delle condizioni generali ed il sopravvenire di uno stato di cachessia.

Diagnosi di malattia
Generalmente, sulla base della anamnesi (soggiorno in zone a rischio), della visita clinica e di alcuni esami di laboratorio (come conferma al sospetti diagnostico) la malattia viene facilmente diagnosticata: un esame del sangue con esecuzione di una elettroforesi delle proteine è la prova che garantisce la diagnosi più certa, in quanto mostra nel caso positivo un'alterazione del normale profilo proteico del sangue, con quella che si definisce un'imponente "gamma-patia". E' possibile anche prelevare da organi quali linfonodi e milza piccole quantità di materiale organico (mediante ago-aspirato) per evidenziare direttamente le leishmanie (v. foto sopra).

Profilassi
Consiste di solito nell'evitare di portare il proprio animale in zona a rischio di leishmaniosi, evitando di portarlo con noi in vacanza se la nostra meta sono le zone di villeggiatura sopracitate. Nel caso ciò non fosse possibile, purtroppo allora dovremmo limitare al massimo le uscite del nostro amico dalla residenza, che dovrà essere ben fornita di zanzariere per evitare che i vettori possano andare a raggiungerlo. Durante le uscite (preferibilmente di giorno e non di sera!), è consigliabile usare un repellente specifico per insetti e zanzare come DUOWIN di Virbac, sarà da applicare sul pelo, preferendo le formulazioni spray e non crema vista l'abbondate peluria. Non esiste attualmente la possibilità di vaccinare verso la leishmaniosi, si tratta quindi di una attività di profilassi esclusivamente passiva, volta a ridurre la possibilità di contagio.

Terapia
Consente attualmente una remissione dei sintomi ed una efficace guarigione clinica, non l'eradicazione del parassita (che rimane in latenza nel sistema immunitario), e che può ripresentarsi a distanza di anni in ogni caso di immunodeficienza del nostro cane.
I farmaci a disposizione per la cura della Leishmaniosi sono in aumento con il progresso farmacologico, ma i risultati positivi variano molto a seconda delle individualità; il farmaco storico per la cura della malattia è l'Antimoniato di Metilglucamina (specialità: GLUCANTIM®), mentre da poco si è scoperta l'efficacia di altre molecole quali l'Amminosidina (AMMINOFARMA®) ed ultimamente il Metronidazolo (diverse specialità medicinali).
Attualmente il protocollo di scelta per la cura della leishmaniosi prevede l'associazione fra Glucantim e Allopurinolo (un farmaco coadiutore), per una durata non inferiore alle tre settimane di terapia. Dopo queste tre settimane di solito si prosegue solo con l'allopurinolo anche per diversi mesi, finché gli esami di laboratorio non confermeranno la normalità del profilo delle proteine plasmatiche ad indicare la remissione della forma clinica. E' possibile che dopo una prima normalizzazione dei parametri possano esserci delle recidive, ovvero una ricomparsa della malattia (che evidentemente non era stata debellata). E' necessario allora riprendere la terapia monitorando sempre costantemente i valori renali ed epatici, in quanto il perdurare dell'uso di questi farmaci (specialmente il Glucantim) può determinare nefropatie ed epatopatie.
Bisogna inoltre dire che è possibile che alcuni soggetti non rispondano alla terapia per diversi motivi (perché diagnosticata in ritardo, per una debolezza insita nel sistema immunitario, etc…) e quindi è necessario procedere all'eutanasia dei soggetti.
Tale scelta va considerata anche in quei cani che poco o mal sopportano la terapia, e le cui condizioni generali di salute si dimostrano molto gravi.

Note Sanitarie
E' stata dimostrata, seppure in circostanze rarissime e particolari, la possibile trasmissione di leishmaniosi dagli animali malati all'uomo, dove si manifesta sotto forma di alterazioni cutanee (pomfi, screpolature, ulcere), il cosiddetto Bottone d'Oriente. Dovrebbe essere buona regola sanitaria, in tutti i casi comunque, evitare il contatto con siringhe infette e con materiale organico e ferite aperte dell'animale (trattare sempre coi guanti se necessario).

Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Febbraio 2014 08:52)

 

PostHeaderIcon Come praticare una iniezione

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Come praticare una iniezione

Alcuni medicinali possono essere utilizzati negli animali solo per via iniettabile, mentre altri potrebbero essere impiegati anche per via orale, ma le condizioni di salute del soggetto sconsigliano questa via (per esempio il vomito ricorrente).

Imparare a fare iniezioni ai nostri animali non è difficile, in quanto per lo più si tratta di iniezioni sottocutanee di semplice esecuzione, indolori per loro e poco impressionanti per il padrone (anche se sensibile).

Il vostro veterinario vi potrà insegnare come. Possiamo dire in poche righe che il tipo di inoculazione più comune ed anche più semplice e' quella sottocutanea, che si esegue sul dorso dell'animale in una zona cutanea variabile fra la collottola e la metà del dorso.

Dopo avervi passato un batuffolo di cotone imbevuto di un comune disinfettante, si solleva una piega di pelle e si infila l'ago alla base di questa tenendo la siringa parallela al corpo dell'animale; si preme dolcemente lo stantuffo, si estrae la siringa e si massaggia la zona.

Questo tipo di inoculazione è particolarmente semplice poiché sia i cani che i gatti sono dotati di un abbondante strato di connettivo sottocutaneo. Le iniezioni intramuscolari sono un po' più difficili da eseguire in quanto possono provocare un fastidio maggiore al nostro animale, che di conseguenza cercherà di muoversi (ma difficilmente morderà la mano del padrone se ben educato).

Si praticano di solito nella coscia, sulla faccia esterna o posteriore, ricordandosi di aspirare con lo stantuffo prima di iniettare, per accertarsi di non essere entrati con l'ago in un vaso (eventualità rara). Una volta fatto questo si inocula dolcemente e si retrae la siringa. In genere sia i cani che i gatti tollerano più facilmente le iniezioni sottocutanee di quelle intramuscolari, per cui, previo accordo con il veterinario curante, e' sempre opportuno scegliere le prime. E' però possibile che alcuni medicinali debbano essere somministrati per questa via, e quindi al massimo è sempre il caso di chiedere al proprio veterinario di fare le iniezioni.

Esistono infine prodotti che possono essere inoculati solo endovena, ma questo tipo di iniezione e' molto complessa e talvolta pericolosa, per cui deve essere effettuata solo da un veterinario.

Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Febbraio 2014 08:53)

 
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