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Home Angolo dei Consigli Il Veterinario

PostHeaderIcon I consigli del Veterinario

PostHeaderIcon Il cuore

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Il cuore

Ebbene sì, non solo l'uomo ma anche il cane (e del resto il gatto ed il cavallo, fra gli animali d'affezione) può essere "malato di cuore", e si resterebbe sorpresi nel sapere quanti cani ogni anno sono in cura permanente per malattie che coinvolgono l'apparato cardiocircolatorio... sicuramente si aggirano sul milione di quattrozampe.

Le funzioni del sistema cardiovascolare sono principalmente:
1. Mantenere una normale pressione arteriosa sistemica (sangue che va agli organi e tessuti)
2. Mantenere un normale flusso ematico (portata cardiaca)
3. Mantenere normale pressione venosa e capillare (scambi periferici sangue/tessuti)

L'evento patologico che più colpisce queste funzioni nel cane è l'Insufficienza cardiaca, che di per sé non è una malattia, ma trae origine da malattie che possono colpire il miocardio (miocardiopatie), le valvole cardiache (valvulopatie) od il sistema di conduzione dell'impulso cardiaco (disordini della conduzione).

Vediamo ora quali sono le principali cause d'insufficienza cardiaca, quali sintomi provocano nel cane, come riconoscerli per fare una diagnosi precoce di malattia e quali sono i presidi terapeutici più comunemente utilizzati per la cura della malattia.

Le patologie cardiache del cane
Per patologia cardiaca s'intende un qualsiasi reperto a livello cardiaco che sia al di fuori dei normali limiti accettabili, come ad esempio un soffio cardiaco sentito all'auscultazione, un blocco di branca visto durante un elettrocardiogramma, ecc…

Durante le prime fasi di malattia, il cuore si comporta come un sistema che è capace di compensare gli eventuali difetti di funzionamento, e quindi l'inizio della malattia appare assolutamente invisibile all'occhio clinico.
Quando questi meccanismi di compenso, come per esempio la tachicardia indotta per ripristinare la gittata cardiaca, non sono più in grado d'essere sufficienti allo scopo, si ha l'esordio clinico della malattia con la comparsa d'alcuni sintomi caratteristici: abbiamo

L'INSUFFICIENZA CARDIACA.

L'insufficienza cardiaca si presenta quando:
· Una disfunzione meccanica del cuore porta ad un aumento della pressione venosa capillare periferica, con fuoriuscita di plasma dal compartimento vasale e la formazione d'edemi nei tessuti ed organi (INS. CARDIACA CONGESTIZIA o RETROGRADA)
· Una disfunzione meccanica del cuore porta ad un'inadeguata portata cardiaca, con un deficit d'irrorazione sanguigna nei tessuti (INS. CARDIACA ANTEROGRADA)
La manifestazione clinica più evidente dell'insufficienza cardiaca è l'EDEMA. L'edema, ovvero la fuoriuscita della frazione liquida del sangue dai vasi verso i tessuti, si può formare per diverse cause, tra cui l'aumento della pressione capillare, l'insufficiente gittata cardiaca ed il mancato ritorno venoso.

Malattie cardiovascolari che causano l'insufficienza cardiaca
· Degenerazione cronica acquisita delle valvole cardiache (mitrale e tricuspide specialmente)
· Cardiomiopatie (dilatativa, ipertrofica)
· Filariosi cardiopolmonare
· Malattie o versamenti pericardici
· Anomalie nel ritmo e nella conduzione
· Neoplasie
· Miscellanea d'altre cause minori

Non entriamo nella fisiopatologia di queste malattie, complesse di per loro, che conducono tutte alla sintomatologia tipica dell'insufficienza cardiaca, anche se con riscontri clinici e strumentali diversi fra loro.

Le malattie che colpiscono il cuore destro, determinando insufficienza cardiaca destra, origineranno edemi sottocutanei ed ascite, ovvero raccolte liquide nella cavità addominale.

Le malattie che colpiscono il cuore sinistro, determinando insufficienza cardiaca sinistra, origineranno edema polmonare.

La gravità dell'insufficienza cardiaca è stata classificata dall'International Small Animal Cardiac Heart Council in tre definizioni, universalmente accettate:

· Paziente asintomatico:
quello in cui esiste una malattia cardiaca diagnosticabile anche se il paziente non manifesta alcun segno d'insufficienza cardiaca;
· Paziente con I.C da lieve a moderata:
sono evidenti i segni clinici d'insufficienza cardiaca, sia a riposo sia con una leggera attività fisica, ed incidono negativamente sulla qualità della vita dell'animale.
Tra questi ricordiamo:
intolleranza all'esercizio fisico, facile affaticabilità, tosse, tachipnea (respiro accelerato), ascite da lieve a moderata
· Paziente con I.C. grave:
i segni clinici d'Insufficienza cardiaca sono immediatamente evidenti, ed includono dispnea (alterazione di più caratteri del respiro), ascite marcata, intolleranza all'esercizio.

Spesso il paziente è in shock cardiogeno.

Reperti clinici comuni in corso d'insufficienza cardiaca del cane

I sintomi che può presentare un cane colpito da insufficienza cardiaca sono i seguenti:

· Dispnea (respiro veloce, poco profondo, irregolare) o tachipnea (respiro frequente e rapido)
· Tosse
· Intolleranza all'esercizio fisico
· Ascite (addome disteso e pendulo, con liquido all'interno)
· Debolezza, sincopi (svenimenti)
· Perdita di peso, anoressia, depressione.

All'esame clinico, il veterinario potrà notare i sintomi suddetti :

· Polso femorale irregolare
· Epato e splenomegalia (aumento del volume di fegato e milza, per la stasi ematica)
· Mucose pallide
· Tempo di riempimento capillare aumentato (> 2sec)
· All'auscultazione:
soffi cardiaci, irregolarità di ritmo e frequenza, rantoli, sibili.
· Reperti radiografici:
cardiomegalia (mono o bilaterale), edema polmonare, dilatazione grossi vasi cardiaci, versamento pleurico, versamento addominale (ascite)
· Alterazioni varie dell'ecg, all'ecocardiografia, dei parametri di laboratorio.

Principi di terapia dell'insufficienza cardiaca Il fenomeno patologico che deve essere risolto in primis è l'edema, sia che esso sia cavitario (ascite) o d'organo (edema polmonare).

E' comune allora utilizzare farmaci (ACE inibitori ed i farmaci diuretici) che possono ridurre la formazione d'edemi o la loro eliminazione, attraverso il rene.

Se il cuore presenta disturbi di ritmo, di conduzione o di contrattilità (evidenziabili solo con ecg o ecocardio) si dovranno utilizzare farmaci quali beta-bloccanti, cronotropi positivi, inotropi positivi (la digitale o simili) ed antiaritmici.
Ancora, possono essere utili:
· antiaggreganti piastrinici o fluidificanti del sangue (Aspirina)
· soppressori della tosse
· antibiotici
· alimentazione apposita di tipo veterinario-commerciale (Hill's, Eukanuba), a basso tenore di sodio.

Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Febbraio 2014 08:54)

 

PostHeaderIcon Calcoli urinari

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I calcoli urinari

I calcoli urinari sono una patologia che colpisce prevalentemente il cane, mentre si riscontra meno frequentemente nel gatto (dove esiste però una sindrome ostruttiva delle basse vie urinarie di cui parleremo prossimamente).

Si ha la formazione di calcoli nell'ambito delle vie urinarie, solitamente in vescica, ma che poi possono spostarsi lungo le vie urinarie discendenti (uretra).

Si tratta di concrezioni macroscopiche costituite dall'aggregazione di microcristalli minerali di diversa natura, aventi o meno anche una componente organica.

Se di dimensioni non eccessive possono venire espulsi durante l'emissione dell'urina, e di solito questo evento passa inosservato alla maggior parte e di proprietari.

Se invece le dimensioni sono maggiori, il calcolo può creare problemi che vanno dall'emissione di sangue con le urine fino al blocco uretrale, che è un problema ed un emergenza veterinaria vera e propria.

Si differenzia un comportamento dei calcoli nel maschio e nella femmina, ovvero nel primo tendono maggiormente ad insinuarsi nel lume uretrale a dare ostruzione, mentre nella seconda di solito vengono espulsi finchè sono piccoli, oppure restano in vescica accrescendosi anche fino a notevoli dimensioni (diversi cm).
La natura dei calcoli vescicali è varia, in funzione della composizione dei microcristalli da cui origina.

I microcristallia che di solito più frequentemente si riscontrano nel cane sono quelli di struvite (un minerale complesso composto da fosfato ammonio-magnesiaco) e di ossalato di calcio.

Altri tipi di cristalli sono quelli di urato d'ammonio (tipici del dalmata), di cistina e di silice. Non è infrequente che la composizione dei calcoli sia mista, ovvero data da più tipi di microcristalli.

L'eziologia dei calcoli può essere molto diversa fra i vari tipi, e fra le cause più frequenti ritroviamo:

· La sovrasaturazione delle urine, ovvero una eccessiva concentrazione di minerali all'interno delle urine, sia in senso assoluto, sia in caso di disidratazione sistemica.

· Il pH delle urine, che può favorire la formazione di un tipo di calcolo piuttosto che un altro a seconda del suo valore (urine acide: cistina, urati; urine basiche: struvite; ad ogni pH: ossalati)

· La presenza di fattori aggreganti, quali cellule di desquamazione, materiale organico, cellule infiammatorie e globuli rossi (specie in caso di infezione urinaria -cistite-)

· La presenza di batteri che modificano il pH urinario favorendo l'instaurarsi del processo di aggregazione dei microcristalli

· Disfunzioni metaboliche temporanee o congenite (es. nel cane dalmata, negli shunt porto-sistemici) I segni clinici riferibili ai calcoli urinari sono principalmente:

· Emissione di urine a piccoli spruzzi o gocce, eventualmente con dolore o atteggiamento antalgico, che possono contenere tracce più o meno evidenti di sangue (urine da normali a rosate a rosse)

· Se il calcolo ha ostruito l'uretra (parzialmente o totalmente) ci può essere solo l'atteggiamento del cane nel voler urinare ma mancare del tutto od in parte l'emissione di urina; è presente di solito un atteggiamento sofferente ed ansioso del cane

· Le urine emesse possono presentare alterazioni di colore o di odore, nel caso in cui sia presente un'infezione batterica

· Non è raro che non si abbiano invece sintomi clinici anche in cani con calcolosi formata

La diagnosi di calcolosi trae origine dalla considerazione di diversi aspetti:

· Anamnesi: se nella storia recente del cane vi sono disfunzioni epatiche, infezioni urinarie frequenti, alimentazione particolarmente ricca di minerali.

· Esame clinico: palpazione della vescica (se di piccole dimensioni i calcoli non si percepiranno) ed evocazione di eventuale dolore riferito alla presenza di calcoli all'interno; alcuni calcoli sono ruvidi e provocano microlesioni dolorose sulla mucosa vescicale, responsabili anche del sanguinamento.
Palpazione delle basse vie urinarie (possibile solo nel maschio, che però più frequentemente va incontro a calcoli uretrali)

· Esame delle urine: rivela pH delle urine, eventuale presenza di cellule e batteri, ed associato ad esame del sedimento può evidenziare la presenza di cristalli (che andranno poi identificati).
A volte un esame colturale delle urine può essere utile per definire la natura dell'infezione urinaria se presente, e definire la terapia attraverso l'antibiogramma

· Esame radiologico dell'addome: per evidenziare la presenza di calcoli in vescica e confermare il sospetto diagnostico.
La "visibiltà" è diversa fra i calcoli, cioè alcuni si vedono benissimo (ossalati), altri poco o male (urati).
Per risolvere di questi ultimi il problema può anche essere fatto con mezzo di contrasto per evidenziare (cosiddetta cistografia o uretrografia)

· Esame ecografico dell'addome: è un'indagine supplementare nel caso si abbiano calcoli poco visibili radiograficamente di cui si sospetta l'esistenza (urati d'ammonio)

· Esame del calcolo: per definire la sua composizione d applicare un corretto protocollo terapeutico si può far analizzare il calcolo (non ha grossi costi!) in strutture specializzate.
Il protocollo terapeutico è diverso a seconda del tipo di calcolo che ha determinato la patologia, anche se alcuni aspetti sono comuni;

Se esiste la possibilità di far sciogliere il calcolo modificando le condizioni che hanno portato alla sua formazione, allora questa sarà la via terapeutica da seguire, altrimenti se ciò non sarà possibile, bisognerà ricorrere all'asportazione chirurgica dei calcoli dalla vescica.
Nel caso di calcoli uretrali che hanno determinato blocco delle vie urinarie, la chirurgia è spesso l'unica scelta possibile.

Vediamo caso per caso:

· Calcoli di struvite:
dieta acidificante per ridurre il valore di pH delle urine (es. Hill's s/d, Iams struvite formula), associata ad una terapia antibiotica specifica per controllare l'infezione che è quasi sempre responsabile della formazione di questo tipo di calcoli

· Calcoli di urato d'ammonio:
Se nella patogenesi sono stati esclusi fattori quali shunt porto-sistemico, insufficienza epatica ed insufficienza renale, si tratta con dieta non acidificante a bassa composizione di purine (es. Hill's u/d) e con somministrazione controllata di allopurinolo

· Calcoli di ossalato di calcio:
Dieta specifica a ridotto contenuto minerale (es. Iams oxalate formula), ma sono di difficile risoluzione.

· Calcoli di cistina:
Dieta alcalinizzante (es. Hill's u/d), ed alla somministrazione controllata di precursori specifici del metabolismo degli aminoacidi solforati

Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Febbraio 2014 08:54)

 
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