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Home Angolo dei Consigli Il Veterinario

PostHeaderIcon I consigli del Veterinario

PostHeaderIcon Igiene del cane e del gatto

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Igiene del cane e del gatto

La dentizione del cane e del gatto

- Nel cane la dentatura si compone di una prima dentizione decidua (i denti da latte) di 28 denti, e di una seconda dentizione definitiva di 42 denti.
Come per noi umani questa si compone di denti incisivi (6), di canini (1), di premolari (4) e di molari (2-3), simmetrici per emiarcata dentaria.
Esistono delle variazioni in funzione del tipo di cane, in quanto le razze brachicefale (Bulldog, boxer, pechinese) possono avere qualche dente in meno rispetto a quelle mesocefale (Pastore tedesco), mentre le dolicocefale (levrieri) ne possono avere qualcuno in più.
I denti si sviluppano nella vita embrionale, ma non spuntano, nel cane, prima delle tre settimane di vita.
A questa età compare la dentizione decidua che si completa verso il mese e mezzo di vita.

Al terzo mese di vita inizia l'eruzione dei denti definitivi, incominciando dagli incisivi e terminando con gli ultimi molari, attorno al settimo mese di vita del cane, che a questo punto ha una dentizione completa e caratteristica dell'adulto.

- Nel gatto, la dentizione decidua si compone di 26 denti, quella definitiva di 30 denti, sempre distinti in incisivi (3), canini (1), premolari (2-3) e molari (1) simmetrici per emiarcata.
I primi denti da latte compaiono all'età di 3 settimane, e sono completi alla sesta settimana.
La sostituzione di questi avviene dal 3 mese e mezzo circa per terminare con i molari che spuntano dopo il quinto-sesto mese di vita.
Problemi sanitari legati ai denti La formazione di placca dentaria, e successivamente di tartaro, a livello della cavità orale del cane e del gatto, è un evento che quotidianamente si può riscontrare nella pratica ambulatoriale veterinaria.
Questo è dovuto al fatto che, contrariamente a noi umani, i nostri amici non possono provvedere autonomamente ad effettuare una pulizia dentaria per prevenire questo spiacevole evento.
Molto spesso i proprietari si accorgono di questo problema a causa dell'alitosi che si viene a creare dopo qualche tempo, e magari i baci e le leccate del cane non risultano poi essere più tanto gradite… Oltre però a questo che è già un problema da considerare, esistono delle complicanze assai più gravi legate al permanere di una situazione affatto igienica all'interno della bocca dei nostri amici quattrozampe.

I problemi legati ad una infiammazione del cavo orale dovuta alla formazione di placca e tartaro sono più o meno gli stessi che possiamo avere anche noi, e cioè:

· Gengivite (ovvero arrossamento e/o sanguinamento gengivale) · Stomatite (infiammazione generalizzata della cavità orale)

· Parodontite (grave patologia che coinvolge denti e gengive, con retrazione gengivale e caduta dei denti)
I problemi legati ad una infiammazione del cavo orale, delle gengive oltre al classico "mal di denti" si riflettono innanzitutto sulle abitudini alimentari dei nostri animali, che ovviamente saranno più riluttanti del solito ad accettare la crocchetta piuttosto che il pezzettino di pane, mentre preferiranno di certi qualcosa di morbido da mettere sotto i denti…

Molto spesso questo è il modo in cui si apre e chiude il cerchio della questione, e cioè a dire che l'abitudine di dare a cani e gatti scatolette piuttosto che altro genere di alimentazione "morbida" priva dell'azione abrasiva che invece un cibo in crocchette, od il solo pane secco (nel caso del cane) ha durante la masticazione, determinando così una sorta di auto-pulizia dei denti.
Questo significa che più facilmente questi accumuleranno in bocca una flora di germi capaci di produrre placca dentaria, e da qui tutto quello che consegue…così alla fine sarà ancora il cibo "morbido" l'unico che potremo somministrare al nostro animale.
Il problema dentale, anche se può sembrare limitato alla cavità orale, non deve essere considerato poi tale, in quanto la popolazione batterica che si può sviluppare determina, a lungo andare e se il problema non viene curato, delle infezioni a distanza (attraverso la migrazione nell'apparato digerente oppure nel sangue se è presente sanguinamento gengivale ed irritazione della mucosa) anche molto gravi che possono interessare il rene (glomerulonefriti), il cuore (endocarditi) e l'apparato respiratorio (polmoniti e bronchiti).

E' sempre possibile per il veterinario risolvere i problemi legati alle affezioni dentarie quando queste sono agli stadi iniziali, ovvero attraverso la rimozione del tartaro ed una eventuale cura per eliminare l'infiammazione alle gengive; è invece assai problematico quando la patologia si mostra in stato avanzato, cioè quando si assiste alla caduta dei denti ed alla retrazione gengivale. Sebbene esistano specialisti che operano nel campo della odontostomatologia veterinaria, non è pensabile fornire il nostro cane o gatto di una bella dentiera…

Durante la visita veterinaria è bene che si provveda ad un esame della cavità orale tale da valutare lo stato della dentizione e delle gengive, e nel caso venga ritenuto necessario, mettere in programma una pulizia dentale.

La pulizia dentale: cos'è e come si fa ?

La pulizia dei denti oggi giorno è molto simile a quella che possiamo aver fatto noi stesi dal dentista, ovvero attraverso un apparecchio ad ultrasuoni che frantuma il tartaro sui denti, rendendo a questi il bianco naturale.

Certamente al cane od al gatto tutto questo non fa piacere, sia per il fastidio che può provocare la manualità, sia per il caratteristico sibilo che l'apparecchio emette e che può infastidire il loro fine udito. Provate voi a chiedere ad un cane o ad un gatto di stare fermi e tranquilli mentre si fa questa operazione…

Allora è necessario provvedere ad una sedazione (quando non ad una leggera anestesia), che permetta di lavorare tranquillamente per quei pochi minuti, di solito non più di una decina, che richiede la procedura. Generalmente qualche giorno prima della pulizia dei denti il nostro amico viene messo in terapia antibiotica, che viene proseguita anche successivamente, per prevenire qualsiasi infezione che, dopo la mobilitazione del tartaro dai denti, può dipartirsi, specie in ambito respiratorio come precedentemente accennato.
Se le gengive risultano molto infiammate, a volte anche la somministrazione di un leggero anti-infiammatorio può risultare utile a velocizzare il processo di guarigione della bocca.

Per prevenire la veloce ricomparsa del tartaro dopo la pulizia dei denti, sarà bene attuare qualche misura di profilassi, che poi di rifà a quelle regole che si dovrebbero seguire per prevenire sempre la formazione del tartaro sui denti dei nostri animali:

· Utilizzare nell'alimentazione una maggior quantità di cibo secco, che rende più difficile il formarsi di tartaro, avendo un'azione abrasiva sui denti durante la masticazione

· Utilizzare ossa di pelle e simili per cercare di favorire anche qui la pulizia delle superfici dentarie mediante un'azione abrasiva

· Una o due volte alla settimana, con un vecchio spazzolino dei nostri, provare a spazzolare i denti del nostro amico come faremmo per noi, in maniera tale da ridurre la presenza di cibo e residui in cavità orale e fra i denti

· Utilizzo di paste enzimatiche per l'igiene della cavità orale, ma l'efficacia di queste ultime è assai variabile e di solito meno efficace dell'azione di pulizia fatta con uno spazzolino da denti.

Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Febbraio 2014 08:50)

 

PostHeaderIcon Le zecche

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Le zecche

Le zecche sono parassiti esterni di animali domestici e selvatici, che possono determinare nel soggetto colpito una serie di problemi più o meno gravi, a seconda dei casi.

Questi parassiti possono essere trasportati da pecore, uccelli e animali randagi anche a grande distanza e quindi la loro diffusione e' rapida ed estesa, essendo inoltre favorita dal gran numero di uova che ogni femmina depone ad ogni ciclo riproduttivo.
Le zecche succhiano il sangue dell'ospite e poi si accoppiano, dopo di che le femmine gravide si lasciano cadere a terra per deporre le uova, che hanno un guscio molto resistente alla maggior parte dei prodotti antiparassitari in commercio.

Le giovani zecche appena nate si mettono in attesa di arrampicarsi su qualche animale e possono rimanere senza cibo anche per periodi molto lunghi; quando riescono a salire su un ospite, cominciano subito a riempirsi di sangue, poi si accoppiano ed il ciclo ricomincia.

Quando la temperatura esterna scende sotto i 10-12 gradi o sale sopra i 25-30, oppure quando c'è poca umidità, le zecche si rifugiano sotto terra, dove restano anche per mesi, in attesa che le condizioni ambientali migliorino.
Il problema più frequente causato dalle zecche e' l'anemia dovuta alla perdita di sangue, che può causare debolezza estrema, ritardi di accrescimento, dimagrimento e morte. Questi aspetti però si manifestano solo in caso di una infestazione massiva di zecche, non di una o due…

Alcune zecche sono portatrici di un protozoo parassita del sangue, la Babesia canis, che entra nei globuli rossi e li rompe, provocando nel cane una grave malattia detta "PIROPLASMOSI", che si manifesta con mancanza di appetito, febbre molto alta, depressione, tremori e soprattutto (ma non sempre) urina di colore molto scuro, cosiddetta color "coca-cola".

Per quanto riguarda la lotta alle zecche, bisogna tenere presente che: essendo le uova molto resistenti, bisogna programmare un trattamento dell'ambiente alla settimana per almeno 4 settimane, in modo da uccidere le zecche appena uscite dalle uova, prima che inizino a deporre a loro volta; per questi trattamenti si possono usare i prodotti comunemente in vendita in farmacia o nei consorzi agrari, avendo pero' cura di spostare gli animali finche' la zona irrorata sia completamente asciutta; i prodotti in commercio da usare nell'ambiente non devono mai essere impiegati tali e quali sugli animali perché sono tutti tossici e quindi vanno opportunamente diluiti ed impiegati solo con spugnature e mai con lavaggi completi; quando si effettuano trattamenti dell'ambiente, il prodotto deve essere irrorato ovunque, facendo massima attenzione alle zone in ombra, fessure e crepe dei pavimenti, muri ed infissi di legno, perché proprio qui si creano le condizioni ambientali più favorevoli alla schiusa della uova.

Sui nostri animali è possibile applicare prodotti che determinano la morte del parassita non appena questo viene in contato con i tessuti, ed i principi sono spesso gli stessi utilizzati nella lotta alle pulci. Se invece si trova una zecca attaccata alla cute del nostro cane, toglierla non è una operazione difficile, ma richiede pazienza.
Infatti questa non va né strappata ne schiacciata finche si trova a contatto con la cute.

Bisogna soffocarla con un batuffolo impregnato di alcool oppure ricoprirla d'olio, in maniera che dopo qualche minuti questa allenti la presa sulla cute (è attaccata per mezzo di un rostro), e con un delicato movimento rotatorio la si estrae, sempre non forzandone l'uscita.

Anche se la cute umana e' poco adatta all'insediamento di questi parassiti, e' stato segnalato qualche caso di rinvenimento di zecche su persone, specialmente (ma non esclusivamente) nelle zone del corpo maggiormente dotate di peli; nel caso si verificasse questa, peraltro rara, evenienza, e' opportuno recarsi dal proprio medico e lasciare che sia lui a staccare il parassita dal corpo e a prendere i provvedimenti terapeutici che riterrà necessari.

Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Febbraio 2014 08:50)

 
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